Strage di Bologna, Colombo: io di sinistra difendo De Angelis, quel verdetto e' sbagliato




Andrea Colombo,
noto giornalistam gia a Il Manifesto, e a Liberazione, difende la liberta' di pensiero in relazione alla vicenda che ha interessato Marcello De Angelis e le sue esternazioni sulla strage di Bologna, nel corso di una intervista rilasciata al collega Francesco Boezi pubblicata da il Giornale, intervista che riportiamo volentieri.

1) la sinistra tutta ha domandato le dimissioni di Marcello De Angelis perche' ha scritto un post sulla strage di Bologna, un post considerato negazionista.
Tutta questa storia mi sembrava gravissima e anche assurda, quasi surreale, Marcello De Angelis ha esercitato un diritto costituzionale, quello di esprimere un pensiero. Ha detto le cose che ha detto Francesco Cossiga,che e'stato Presidente della Repubblica. Le stesse cose che hanno sostenuto importanti magistrati come Rosario Priore. Pensa che la sente za sia sbagliata. La presunzione che si possano chiedere le dimissioni per un pensiero corrisponde ad un attentato alla libertà di espressione e di parola.

Secondo lei la vicenda giudiziaria su Bologna fotografa davvero cio' che e'accaduto?
Secondo me, e' il mio parere e conosco ,a vicenda, le sentenze e la verita'in questo caso non hanno niente a che vedere. Tutte le sentenze di questa storia sono profondamente sbagliate, dato che si basano su una prova. Quindi non e' una parte di verita' che va cercata. Ma tutta.

Sembra che si e' entrati in una fase di giustizialismo narrativo: o quella tesi o sine' fuori dai giochi. 
Esatto: giustizialismo narrativo Queste reazioni sono assurde e gravissime. Un fenomeno che sostiene che non si possa esptimere un pensiero diverso da quella che e' lamverita' giudiziaria. Si chiama cosi, goudiziaria, per un motivo, persino nel termine e'insito il fatto che non possa essere vera. Loro si attaccano a un motivo: De Angelis e' il portavoce del Presidente della Regione Lazio, dunque un rappresentante delle istituzioni. E quindi non puo' dire quel che pensa? Ma perche'? Non capisco il perche'. Io penso che la sentenza sia sbagliata e penso che ci siano stati depistaggi.

Da dove nasce ik modus operandi di questo scontro? 
La verità  su Bologna e' stata battaglia di sinistra fino al 2008. Non esisteva che non si potesse discuterne. E per sentirsi di sinistra non bisognava essere colpevolisti per forza, come oggi invece si pensa. Esistono colpevolisti che non conoscono le csrte e il processo. La visione della destra e della sinistra, che devono essere diverse, hanno assunto tratti tribiali, l'antifascismo che e' una cosa seria, non e' una cosa etnica. Siamo tornati ad un rapporto tribale senza differenze sostanzuali, Tribù contro tribu' nemica. Non e' il modo corretto di interpretare la battaglia politica. Ed e' un modo nato con l'antiberlusconismon ma sopravvissuto all'antiberlusconismo. 

In che senso era una battaglia di sinistra?
Il primo a dire che i Nar erano innocenti e' stato Luigi Cipriani, un deputato di Democrazia proletaria nel 1995. Il comitato "e se fossero innocenti" era composto in gran parte da esponenti di sinistra, direi il 90% . Il Manifesto ora ha cambiato idea ma ha fatto una battaglia campale sulla verità sulla strage. E ricordo le posizioni di Rossana Rossanda in materia, non certo una neofascista




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